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UBI

Dove non arrivano le parole.

170 polaroid di Fabio per raccontare il suo mondo. I suoi affetti, le sue passioni, le sue manie.

PROGETTO

Ubi è un progetto fotografico autobiografico. Una personale dedicata alla passione di Fabio per le foto. Le parole spesso non sono tutte tradotte in suoni convenzionali. Spesso sono fatte di rumori, sguardi, gesti, immagini. Così parla Fabio. Non come tutti si aspettano. Tutti quelli che non lo conoscono almeno. Gli altri hanno imparato a capirlo, a sentirlo, ad ascoltarlo. Fabio ha da sempre una passione per la fotografia, tramandatagli dal padre, e per le immagini, di qualunque tipo esse siano. Colleziona foto sue e cataloghi. E’ una persona estremamente curiosa. Scheda persone e cose, per non perderne memoria. Guarda le foto così da vicino che pare voglia entrarci. E forse è quello che accade. Da qui nasce il progetto “UBI – dove non arrivano le parole”. Un mondo a 5 occhi. Filtrato da 2 lenti spesse che trasformano i suoi occhi da puntini piccolissimi in grandi oblò da cui osservare la realtà, filtrandola attraverso la montatura e con un obiettivo.

SCATTI

Si tratta di una mostra di 170 polaroid scattate da Fabio, conservate gelosamente in diverse scatole di casa. Si tratta di una parte della produzione di Fabio iniziata anni prima con gli scatti in analogico e continuata fino ad oggi in digitale. Raccontano la quotidianità di Fabio negli anni 80 e 90. Il suo mondo di affetti casalinghi, la mamma Franca, il papà Italo, Diego, il fratello, la nonna e gli amici che passavano da casa o che Fabio ha incontrato nelle sue attività. Ricordi dei viaggi fatti con la roulotte di famiglia e la televisione, una passione legata al lavoro del padre e che gli permette di viaggiare stando seduto sulla sua poltrona. Ma ritrae anche cose, soprattutto giocattoli, detersivi e packaging in veri e propri still life approntati sul tavolo della cucina o sul piano della macchina da cucire della madre. Oggetti che completano il racconto del suo mondo.

MOSTRA

170 scatti riproposti su supporti rigidi nelle dimensioni reali delle polaroid presentati su di una tavola imbandita. Un invito alla condivisione. All’interno delle stanze che furono le sale da pranzo della vecchia trattoria che ospita l’evento, gli scatti posizionati sul tavolo ad un’altezza che per essere visti richiedono che ci si chini, fanno compiere un gesto che è tipico di Fabio. Lui che si avvicina alle cose con fare curioso e le scruta da vicinissimo. La tovaglia ha la stessa texture delle parete perchè ogni piano espositivo si possa fondere in un unico insieme. Un video racconta Fabio e un po’ della sua infanzia, realizzato con dei filmati amatoriali che lo vedono in compagnia dei famigliari.

EVENTO

La mostra è stata presentata all’interno di un evento di 3 giorni che ha visto i ragazzi protagonisti in tutti i servizi. Colazioni, aperitivi e cene accompagnati da musica dal vivo all’interno di una vecchia trattoria di Bellinzago, riaperta esclusivamente per l’occasione.