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UBI

Le parole spesso non sono tutte tradotte in suoni convenzionali. Spesso sono fatte di rumori, sguardi, gesti, immagini. Così parla Fabio. Non come tutti si aspettano. Tutti quelli che non lo conoscono. Gli altri hanno imparato a capirlo, a sentirlo, ad ascoltarlo. Fabio ha da sempre una passione per la fotografia, tramandatagli dal padre, e per le immagini, di qualunque tipo esse siano. Colleziona foto sue e cataloghi. E’ una persona estremamente curiosa. Scheda persone e cose, per non perderne memoria. Guarda le foto così da vicino che pare voglia entrarci.

E forse è quello che accade.

Da qui nasce il progetto “UBI- dove non arrivano le parole”. Si tratta di una mostra di polaroid da lui scattate, che per anni sono state conservate gelosamente in diverse scatole di casa. Raccontano gli anni 80 e 90. Il suo mondo di affetti casalinghi, la mamma Franca, il papà Italo, Diego, il fratello, la nonna e gli amici che passavano da casa o che Fabio ha incontrato nelle sue attività. Ricordi dei viaggi fatti con la roulotte di famiglia e la televisione, che gli permette di viaggiare stando sul divano. Ma ritrae anche cose; giocattoli, detersivi.

Oggetti che completano il racconto del suo mondo. Un mondo a 5 occhi. Filtrato da 2 lenti spesse che trasformano i suoi occhi da puntini piccolissimi in grandi oblò da cui osservare la realtà filtrandola attraverso la montatura e con un obbiettivo.