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Momenti di Gloria

Quello di Mauro e delle sue passioni, è un itinerario umano.

Che è stato pensato per raccontarvi un po’ di Bellinzago e un po’ di Mauro, insieme.

Nei posti in cui trascorre gran parte delle sue giornate e in cui coltiva le sue 2 fedi.

Quella religiosa e quella calcistica.

Il tour inizia con la visita alla chiesa parrocchiale di San Clemente.

Ci soffermeremo in sacrestia, il posto in cui, da assistente sacrista e storico chierichetto, Mauro attende di servire messa. All’interno della Chiesa visiteremo inoltre la cappella del Santissimo Sacramento, alla cui cura si dedica, con la medesima dedizione di Mauro, una confraternita che conosceremo dalle parole di Giacomo, uno dei priori.

Sarà poi la volta di condividere la seconda fede di Mauro, quella calcistica. Juventino D.O.C., non si perde una partita, sempre e rigorosamente insieme alla madre, che sia sugli spalti o davanti alla tv. Faremo uno spuntino, ospiti di casa sua, come fossimo uno dei gruppi di amici o colleghi che abitualmente invadono casa loro per condividere insieme il piacere dello sport e del cibo. Tv, birra e baccalà.

La visita continuerà poi con la casa parrocchiale, ospiti nelle sale abitate dal parroco, quelle affrescate e coi pavimenti decorati.

E si concluderà al circolo Acli, con uno spritz preparato da Manuela, che ha imparato i trucchi del mestiere nelle esperienze maturate nei progetti precedenti. Con la possibilità di sfidare a calcio balilla Mauro e Damiano, storici giocatori della squadra di calcio di Quelli del Sabato.

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 La Coltura della Cultura

Dove c’è una coltura che nasce c’è una cultura che cresce, quella delle persone che abitano quel luogo. Un tour alla scoperta della Badia di Dulzago, frazione di Bellinzago Novarese, un complesso abbaziale del XII secolo ma soprattutto una comunità di poco più di una decina di abitanti, fatta di persone che vi sono nate e di giovani che l’hanno scelta per farci casa o coltivare le proprie passioni.

Il ritrovo è sotto il campanile.

Da lì parte il giro che ci porterà ad incontrare le persone che vivono e animano il borgo, in un passeggiata disseminata di soprese teatrali, con la collaborazione della Compagnia Teatrale C’era L’acca. I primi che incontreremo saranno la famiglia di Edvige e Pino, che dal 1920 ha in gestione il mulino che per decenni ha distribuito riso ai propri clienti e agli abitanti del borgo. Sentiremo raccontare del mulino dalle parole di Giuliana e Roberto, qualche cenno sul suo funzionamento mescolato a qualche ricordo di vita. Aneddoti che animavano e animano le chiacchiere dei gruppi di amici che si ritrovano sulla grossa pietra che sta davanti all’ingresso.

Poi rientreremo nelle mura ospiti di Franco e Lorena, eredi di una famiglia di coltivatori di riso dagli anni 50, che hanno aperto un negozio bio, con i prodotti della propria azienda. Ci guideranno a visitare l’antica stalla e il sarcofago romano utilizzato nei secoli successivi come abbeveratoio.

Pochi passi su ciottoli millenari e parleremo con Pina, che ogni mattina mette le uova fresche in un cestino fuori casa, affinché chi passa possa prenderle, lasciandole una moneta.

Superando un arco di pietra eccoci nel cortile dell’Abissinia, che ogni anno ospita la tradizionale fagiolata. Ad aspettarci l’associazione “La Curbela”, un gruppo di amici che si è unito per mantenere viva l’antica tradizione dei cestai, intrecciando rami e passione. Dal profano al sacro, entreremo a visitare la piccola chiesa eretta nel secolo XII° e dedicata a San Giulio, per ascoltare storia e leggenda di colui che salvò la comunità dai serpenti. L’ultimo incontro sarà quello con Padre Mario, che dall’età di 39 anni vive alla badia, dedicandosi agli ultimi, predicando la cultura dell’accoglienza.

Il tour si concluderà con un’esperienza di SOCIAL EATING. Una cena condivisa nel cortile della casa parrocchiale, preparata da Andrea e Nadia, proprietari dell’Osteria San Giulio, accompagnata da musica, lettura di poesie.

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Dai libri degli Apostolo

Scoprire il paese attraverso le persone. Visitare i luoghi con chi li ha vissuti e visti trasformarsi. Conoscere Quelli del Sabato insieme a volontari, ragazzi. Le loro vite e passioni.

Questo è l’obiettivo dei social tour.

Joe è il collante di questo tour.

Joe è nome d’arte, il suo vero è Simone. È uno dei volontari con l’onore, a detta di qualcuno, di avere un cognome che diventa un’investitura, una garanzia. Simone è uno degli Apostolo di Bellinzago.

Il tour inizierà con la visita alle scuole elementari. Per chi le ha frequentate un tuffo nel passato, nei ricordi. Piccoli i banchi, piccolette le sedie, porte giganti e soffitti altissimi. Qui ha insegnato una vita il padre di Simone, Giovanni, rimasto per tutti il maestro Apostolo. Una merenda veloce, il profumo del pan mattino di Ricky e poi si proseguirà con l’Asilo De Medici.

Altri esagoni su cui perdersi alla scoperta delle soluzioni architettoniche allora avveniristiche dell’Antonelli, degli spazi pensati per i suoi piccoli abitanti, fino a salire al piano nobile, dove recentemente è stato inaugurato il museo dell’asilo che raccoglie alcune testimonianze della vita al suo interno. E nel tempio dei piccoli vi reciteremo una fiaba per grandi, tratta dal volume C’era una Svolta, la raccolta di fiabe di Quelli del Sabato e una fiaba scritta dall’Apostolo Simone.

Ultima tappa del tour la visita alla biblioteca comunale, ospitata nei locali della curia. Qui a farci da narratrice incontreremo Graziella, la madre di Simone, che è stata la bibliotecaria storica di Bellinzago e che ha seguito la biblioteca nei suoi pellegrinaggi che l’hanno portata alla sede attuale. Muri di libri, interrotti da aperture sul giardino interno. Un’architettura imponente per contenere la ricchezza del sapere, la forza dei racconti, il peso delle storia, la bellezza della poesia.

Un brindisi di commiato e uno spuntino di ispirazione letteraria a celebrare la chiusura del tour.

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Cose di Casa Nostra

Ci sono cose che ci fanno sentire a casa, che hanno il sapore del nostro passato, che quando le vediamo ci fanno riemergere ricordi, storie, immagini.

Questo tour parte dalle tovaglie a quadretti e dal bancone amaranto del Circolo Operaio Agricolo, con una bicchierata di benvenuto a base di “sporco” e spuma.

Rinvigoriti, andremo al vecchio municipio, la cui parte più antica risale al sedicesimo secolo, dove un tempo c’erano le prigioni, a vedere la prima sala consiliare di cui rimane ancora un affresco che pochi conoscono.

Ridiscesi in strada, raggiungeremo il cortile detto “del castello”, perché ricorda la presenza di una fortificazione medievale abbattuta nel XIX secolo, che faceva parte del sistema difensivo del territorio, in raccordo con quello di Cavagliano.

Ma non c’è luogo, dove ci sentiamo a casa, più della sede della nostra associazione. Vi apriremo quindi in esclusiva le porte della sede di Quelli del Sabato”, un appartamento che racchiude tutto il nostro mondo, sempre aperto a chi abbia voglia di entrare nelle nostre folli imprese. Vi condurranno, tra persone e personaggi che affollano i muri e gli scaffali, da cui traboccano centinai di ricordi, i padroni di casa.

La tappa successiva sarà la visita ad una raccolta privata, un vero museo, ospiti della signora Anna Botta, che negli anni, per famiglia e per cultura ha collezionato tra le mura domestiche centinaia di oggetti che raccontano la tradizione agricola locale.

Pochi passi e saremo infine a casa di Fabio, uno dei nostri ragazzi, per ammirare la mostra delle sue polaroid. Un tuffo negli anni 80 e 90, tra televisioni a coda, detersivi e giocatoli vintage, per poi assaggiare una delle specialità cucinate dai suoi genitori, Franca e Italo, lo steccato d’asino, accompagnato da un bicchiere di vino rosso dei colli novaresi.

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Campane e Campanili

Per sfidare ogni campanilismo ecco un tour tra campane e campanili, per un assaggio di Oleggio, città dove molti dei nostri ragazzi vivono e fanno attività.

Partiremo dalla chiesa di S.Maria in Castello, tempietto seicentesco che conserva tesori artistici e culturali. Lì vedremo da vicino l’antico organo Bernasconi, che cela al suo interno bellissimi campanelli.

Dai campanelli alle campane il passo è breve. Pochi passi e saremo ospiti dello storico Palazzo Guerrieri Marchetti. In uno dei cortili simbolo di prestigio ed eleganza parteciperemo ad una degustazione gourmet di bianchissime mozzarelle dell’Azienda agricola Facchi, nata nel 1987 con soli 90 capi bufalini presi ad Eboli, diventati oggi 1.300.

Ma non c’è campana più famosa di quella della Torre dei Bagliotti, il campanile medievale, sovrano indiscusso di Piazza Martiri. Chi vorrà, potrà “scalare” i suoi 45 metri per godere di un panorama mozzafiato, dalle colline moreniche alla vallata del fiume Ticino.

Scesi per le vie della città incontreremo i proprietari del La Casa del Formaggio, che ci racconteranno la loro storia, iniziata nel 1946, quando Amedeo si trasferisce da Tramonti ad Oleggio per avviare una piccola attività di rivendita latte, burro e formaggi.

Dalla mozzarella campana di nuovo ad una della campane più popolari di Oleggio, quella della Chiesa Parrocchiale di San Pietro e Paolo, maestoso tempio Antonelliano, per ammirare la preziosa pala d’altare cinquecentesca di Bernardino Lanino.

Ultima tappa, l’antica campanella del convento, conservata nel Chiostro dell’odierno Museo Civico Etnografico, che ci richiamerà per un aperitivo vintage.

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La potenza della frazione

Quasi fosse una nuova formula matematica che permette di calcolare quanto c’è di bello in potenza in una frazione e verificarlo nel concreto, il tour di Cavagliano ci porterà a conoscere alcuni dei suoi luoghi più significativi.

Inizieremo a visitare il luogo dove il riso raccolto da un quadrato di terra annegata viene moltiplicato in sacchi. La riseria Fortina, luogo in cui acquistare la materia prima che verrà trasformata in un primo.

Assaggeremo poi come aperitivo i prodotti di Floriano, salumi nostrani e formaggi senza sottrarci dall’accompagnarli con un bicchiere di buon vino.

Ci spingeremo poi laddove, prima o poi, tutti finiremo col farci i conti. Faremo visita al cimitero per ammirare la Chiesa romanica di San Vito e il ciclo di affreschi al suo interno, la cui bellezza ha pochi eguali sul nostro territorio.

Aggiungendo qualche passo arriveremo laddove qualcuno è riuscito a fare parlare anche i muri. Scritte un tempo allineate lungo tutto il perimetro e che ora restano leggibili solo in alcune aree della casa.

Saliremo poi in linea retta verso il castello della famiglia Ravera, per condividere la cena dopo aver ascoltato i racconti degli attuali proprietari. Storie reali e di vita vera, intrecciate e fuse a storie di personaggi storici, di musicanti e attori.

Un insieme di portate cucinate dalla trattoria del posto: antipasti nostrani , un secondo, degli assaggi di formaggi  e un dolce in chiusura  saranno serviti in tavola e aggiunti a vino acqua e caffè per moltiplicare il piacere della serata.

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Collezioni Private

Collezionare significa “legare insieme”. Ma cosa significhi veramente collezionare per una persona è difficile da dire. Si colleziona per istinto, per cercare qualcosa dentro noi stessi, per puro piacere o per cercare di dare un ordine al mondo circostante. In ogni caso, il bello del collezionismo è che non ha limiti perché è possibile collezionare qualsiasi cosa.

Questo tour, in bicicletta, ci farà curiosare tra alcune collezioni private del territorio bellinzaghese a partire da quella di Ezio Menci, storico ciclista e oggi appassionato di bici d’epoca o appartenute a personaggi legati alla storia del paese. Ci accoglierà nella sua officina, riaperta per l’occasione, insieme a Luigi, che da sempre è il suo valido aiutante.

Poi andremo da Gianni, per vedere una collezione di famiglia di divise militari e di cimeli della prima e seconda guerra mondiale accompagnando la visita con un dolce e un caffè nello splendido parco di casa.

Proseguiremo poi alla volta di casa di Antonio, appassionato alla coltivazione di orchidee, centinaia di piante che fioriscono in ogni stagione.

E ancora vedremo la collezione di attrezzi e macchinari agricoli di Pierino e quella di moto di Nicola, nel cortile dei Cuzzarin.

Per chiudere con un aperitivo al Bar Deus, luogo in cui Matteo ed Emanuele, titolari del locale collezionano birre di ogni provenienza per un aperitivo spillato sempre da Luigi, uno degli storici avventori.

Per chi non avesse la bicicletta, se segnalato al momento dell’iscrizione, verrà fornita dall’organizzazione.

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Madonne e Regine

Il tour inizia in compagnia delle regine che, schierate a ventaglio, fanno capolino tra le mani degli avventori del “Circolo Combattenti e Reduci”, e che, ogni giorno si mettono in gioco tra il vociare e i gesti di chi siede al tavolo con loro. Una bicchierata di benvenuto e poi ascolteremo le storie di chi ha combattuto per conquistare la libertà.

Attraverseremo la piazza e saremo a Sant’Anna, a visitare la Madonna lignea custodita nell’oratorio della Confraternita del Gonfalone, dalle doppie vesti, quelle scolpite nel legno e quelle preziose in seta che la ricoprono, recentemente restaurate.

Visiteremo poi il salone di casa Passerini, affrescato con scene mitologiche per tornare poi ai soggetti sacri di Casa Apostolo, dove la Madonna dipinta più antica del paese, risalente al 1400, condivide lo spazio con San Giorgio intento ad uccidere il drago.

Sarà poi la volta di una scoperta raccontata dalle voci delle restauratrici che stanno per riportare alla luce la Madonna col bambino opera di Clemente Salsa, sul muro della Chiesa di regina Pacis.

Termineremo il giro in una corte, quella di casa Vandoni. Un’oasi di tranquillità e di bellezza.
In una delle vie storiche di Bellinzago. In mostra le opere di Natalino che mescolando tecniche diverse riesce nella magia di dare forma al bello, accolti dalle donne del rione di Santa Maria, le Regine di casa, per un aperitivo.