copertina_iodiversita

IL PROGETTO

La diversità rappresenta un patrimonio comune dell’umanità, che dovrebbe essere valorizzato e salvaguardato a beneficio di tutti. Entrare in relazione con l’altro significa entrare in contatto con un’altra identità, con qualcuno “diverso” da me, ed è attraverso questo gesto che io posso arricchirmi.

Il progetto IODIVERSITA’, ideato dal gruppo di volontariato “Quelli del Sabato”, appartenente all’AVB (Associazione Volontariato Bellinzago), in collaborazione con le Acli di Novara, si è posto l’obiettivo di stimolare gli studenti, ma non solo, a riflettere sul tema della diversità, contro ogni discriminazione, legata al genere, all’età, alla nazionalità, all’orientamento sessuale, alla religione, alla condizione fisica. L’intento di questo progetto è dunque quello di educare all’identità, alterità, diversità, cercando di eliminare gli stereotipi che impediscono il cambiamento, sviluppando visioni multi prospettiche delle realtà prese in considerazione.

Il progetto rientra nelle attività finanziate attraverso il “Programma Operativo della Regione Piemonte del Fondo Sociale Europeo 2007-2013”, che mira a promuovere la diffusione della cultura di parità, in particolar modo nel mondo del lavoro e nel sistema educativo.

Partendo dall’ambito della disabilità il progetto ha toccato in modo trasversale tutte le aree potenzialmente soggette a discriminazione, rispetto alle quali, la stessa Unione Europea auspica il superamento (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea – Parte seconda “Non discriminazione e cittadinanza nell’unione”, art. 19).

Descrizione

IODIVERSITA’, attraverso uno spot pubblicitario di 30’’, ha voluto veicolare un messaggio chiaro; è necessario trasformare la diversità da motivo di discriminazione a ricchezza. In una società globalizzata e apparentemente aperta come quella attuale, infatti, risulta ancora difficile superare alcuni pregiudizi che ci impediscono di relazionarci con gli altri in piena libertà.

Ma il cambiamento è possibile, basta aprire gli occhi, per guardare allo specchio se stessi e gli altri, per scoprire che siamo molto più simili agli altri di quanto pensiamo e che la diversità, paradossalmente, è dentro di noi. Ed ecco cadere la diffidenza e la paura nei confronti del “diverso” e il venire meno della presunta minaccia alla nostra libertà che questa rappresenta. Percependo la differenza come valore, risorsa, diritto, l’incontro con l’altro diventa ricchezza, opportunità.

Il progetto IODIVERSITA’ ha previsto un percorso articolato in varie fasi con il coinvolgimento di diverse associazioni che già operano sul territorio a favore dell’integrazione sociale, di studenti delle scuole superiori e di decine di cittadini che hanno scelto di “metterci la faccia”, attraverso un servizio fotografico in cui sono state coinvolte 240 persone.

Hanno aderito al progetto:

LE ASSOCIAZIONI
QUELLI DEL SABATO: Gruppo di volontariato per diversamente abili – Bellinzago Nov.se
AVB: Associazione Volontariato Bellinzago
ACLI: Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani – Novara
AGBD: Associazione Bambini Genitori Down – Arona
ANOLF-CISL: Associazione Nazionale Oltre le Frontiere – Novara
Eterna Giovinezza: Centro di aggregazione anziani – Bellinzago Nov.se
NovarArcobaleno: Associazione LGBT- Novara
RainbowBicocca: Associazione LGBT – Milano

LE SCUOLE
EnAIP Piemonte – CSF Oleggio
IISS E. Fermi – Arona
IIS B. Pascal – Romentino

REALIZZAZIONE SPOT VIDEO
La prima fase del progetto ha previsto la realizzazione di una serie di scatti fotografici finalizzati all’elaborazione di uno spot video della durata di 30”. Il video consiste in una rassegna di volti di fenotipi differenti e presentati in sequenza, secondo una visione stereotipata del concetto di diversità. Il messaggio finale vuole essere una sorta di provocazione sull’utilizzo di termini che possono contenere intenzioni discriminatorie.

ESPERIENZA CON GLI STUDENTI
Lo spot è stato presentato durante l’anno scolastico 2013/2014 nei tre istituti coinvolti e in un primo momento gli studenti sono stati chiamati a riflettere sul tema della diversità mediante approfondimenti teorici, aiutati dai loro insegnanti. Successivamente è stato proposto un laboratorio in cui si sono messi in discussione giocando, nel vero senso del termine, con i propri aspetti e/o preferenze personali, che li distinguono e li rendono diversi, quindi unici, rispetto agli altri. L’intenzione era quella di stimolare la curiosità verso la conoscenza reciproca volta al superamento del pregiudizio. Dopo questa presa di coscienza i ragazzi sono stati invitati a dare la loro personale interpretazione di diversità e, a “metterci la faccia”, attraverso un laboratorio fotografico.

CAMPAGNA PUBBLICITARIA
L’ultima fase del progetto ha previsto la diffusione al pubblico dei suoi contenuti attraverso l’uso di diversi strumenti; sito internet (www.iodiversita.it), un catalogo, che ha raccolto tutti gli scatti realizzati, e una mostra fotografica itinerante, che veicolerà al pubblico il percorso effettuato a partire dagli istituti scolastici, coinvolti nel progetto. Parallelamente lo spot pubblicitario avrà una pianificazione mediatica di diffusione su social network, blog, siti, tv e web tv.

Il progetto IODIVERSITA’, attraverso uno spot pubblicitario di 30’’, ha voluto veicolare un messaggio chiaro; è necessario trasformare la diversità da motivo di discriminazione a ricchezza. Un messaggio che 240 persone hanno scelto di condividere “mettendoci la faccia”.
Le immagini, raccolte in 12 pannelli, compongono una mostra itinerante, ospitata presso gli istituti che hanno collaborato al progetto, in attesa di future occasioni per essere nuovamente esposta.

Da un’idea di Quelli del Sabato

Responsabile del progetto: Alice Bagnati
Responsabile della comunicazione: Ilaria Miglio
Rapporti con le scuole: Laura Calgaro
Rapporti con le associazioni: Elisa Moschini
Laboratorio didattico: Marco Massa, Chiara Gavinelli, Fabio Piantanida, Chiara Cerutti
Progetto grafico: Marco Bellora e Marika Leonardi
Fotografie: Alessandro Ambrosetti e Antonio Bovio
Post produzione immagini: Lorenza Nebuloni
Sito Web e Spot Video: Mario Celotti
Consulenza alla rendicontazione: Impresa LAB Srl

Si ringraziano per la collaborazione l’AVB (Associazione Volontariato Bellinzago), in particolare, Nando, Aurelio e Giuseppe, le ACLI di Novara, le scuole, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita del progetto.

I Protagonisti

QUELLI DEL SABATO

“Quelli del Sabato” Ë un gruppo di volontariato che opera a favore di ragazzi diversamente abili, facente parte dell’Associazione Volontariato Bellinzago (AVB). Nasce nel 1992 per iniziativa spontanea di un gruppo di amici, con l’intento di dare sollievo alle famiglie e di creare momenti di contatto, di socialità e di divertimento per ragazzi, in prevalenza residenti sul territorio. L’appuntamento Ë settimanale, il sabato pomeriggio, nella sede messa a disposizione dal Comune. Il gruppo Ë attualmente formato da una trentina di persone, diversamente abili e volontari, con la partecipazione di molti amici. Nei primi anni di vita il gruppo si Ë dedicato principalmente ad attività di tipo ludico che, oggi, si sono notevolmente ampliate e strutturate. Al centro di ogni iniziativa resta sempre il divertimento e il piacere di trascorrere del tempo insieme, solamente con obiettivi più definiti.

Perchè la scelta di un progetto come IODIVERSITA’?

Negli ultimi anni “Quelli del Sabato” si sono dedicati a progetti più strutturati, in svariati ambiti, progetti vincitori di bandi promossi e cofinanziati da Provincia di Novara, Regione Piemonte e Fondo Sociale Europeo: cortometraggi, spettacoli teatrali, una precedente campagna di comunicazione sociale dal titolo “Calcolami. Ho i numeri per lavorare” e, in ultimo, un progetto di social food, con l’obiettivo di tenere attivi i ragazzi in vista di un possibile reinserimento lavorativo, dal titolo “Fatti una Risata”.
La scelta di pensare ad un progetto come IODIVERSITA’ nasce dalla volontà di condividere la nostra esperienza di gruppo in relazione alla tematica della diversità. Ciò per noi non ha mai rappresentato un limite, ma una ricchezza, un valore. Saperla valorizzare e rispettare, e lavorare sulle qualità di ognuno di noi a seconda delle sue inclinazioni naturali e delle abilità, abbiamo scoperto essere il modo migliore per abbattere il limite tra chi Ë definito diversamente abile e chi no.
La diversità diventa quindi un concetto relativo. Ognuno può essere considerato tale se messo a confronto con i suoi limiti, fisici ma non solo. Nel nostro gruppo si sono eliminate le distinzioni tra utenti e volontari. Si condivide il tempo “alla pari”, in un continuo scambio tra dare e ricevere.
Spot e campagna pubblicitaria vogliono dunque farci riflettere su questo.
Noi siamo unici, non diversi. Questi due sostantivi possono essere considerati sinonimi, utilizzati con accezioni differenti, addirittura opposte. Qui, nelle nostre intenzioni, differenza e unicità vengono a fondersi e la diversità diventa ricchezza. Ognuno si descrive diverso, esprimendo quella che per lui Ë una sua unicità o peculiarità.
La scelta nel layout grafico, di mostrarci dividendo il volto in 2 parti rafforza il nostro concetto.
L’IODIVERSIT¿ risiede, prima di tutto, all’interno di una ognuno di noi. Infatti, se immaginassimo di dividere il nostro volto lungo un ipotetico asse di simmetria, ci accorgeremmo come le due metà ottenute non sono identiche. Completando ognuna di esse con la sua parte specchiata, ci accorgeremmo che si ottengono due persone molto differenti tra loro.

Ecco, noi stessi, siamo il risultato di due persone.
Diverse.
Che solo unite diventano uniche, e ci rendono tali.

www.quellidelsabato.it


ACLI

Per diffondere una cultura dei diritti e per garantire una società più giusta le Acli e i suoi servizi da sempre promuovono iniziative mirate, progetti e campagne informative attente alla prevenzione e al contrasto delle discriminazioni nei sei ambiti specifici indicati dall’l’Unione Europea: genere, disabilità, età, origine etnica e cultura, tendenze sessuali, religione .

Ognuno è chiamato a fare memoria e a riflettere sulle cause che ancora oggi determinano ingiustificabili pregiudizi, spesso alimentati da ignoranza, paura e intolleranza. L’opera di sensibilizzazione sul tema della diversità (nei circoli, nei patronati, nei centri di formazione) richiede da parte nostra sempre maggiore impegno e ha trovato nel Progetto IODIVERSITA’ la sua massima espressione.

La diversità, come spiega il progetto, è uno dei valori fondamentali del nostro secolo. La diversità è colore, cultura, ricchezza, scambio, crescita, necessità. Spesso, però, la diversità appare come un pericolo, una minaccia, una barriera che si oppone tra i simili e “gli altri”. Ecco quindi l’emarginazione degli immigrati, degli omosessuali, dei diversamente abili, di chi manifesta qualsiasi debolezza, o peggio ancora di chi non rientra nei modelli proposti dalla contemporaneità. Ecco quindi che è da discriminare: chi non si sballa, chi non si veste alla moda, chi non entra nella taglia 40, chi non ha le conoscenze giuste per fare strada.

Da qui nasce la riflessione da parte delle Acli sui temi educativi. Insegnare ai ragazzi ad accettare e rispettare l’altro, indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione, dalle differenze sociali e culturali è la vera sfida del nostro tempo. Sfida raccolta anche dagli altri servizi (patronato, CAF, sportello immigrati, colf). Solo se c’è diversità, infatti, c’è confronto, scambio di idee e crescita personale, e ogni soggetto diventa portatore di un proprio e personale bagaglio di esperienze da condividere.

Gestire la diversità richiede impegno, coraggio, pazienza, il rischio del confronto e l’audacia del mettersi in discussione. Le Acli hanno scelto di giocare questa partita.

Fabio Sponghini
Presidente Acli Novara

www.aclinovara.org

AGBD | ASSOCIAZIONE GENITORI BAMBINI DOWN

L’Associazione Genitori Bambini Down (AGBD) è sorta nel 1989 per iniziativa spontanea di alcune famiglie che avevano necessità di scambiare esperienze e di aiutarsi reciprocamente per crescere i loro figli disabili. L’AGBD, con il sostegno del Lions Club Arona-Stresa, ha successivamente aperto un Centro in Arona dove volontari e specialisti lavorano a fianco delle famiglie per: dare sostegno alle famiglie per un corretto approccio con gli Enti preposti, promuovere attività e programmi di sviluppo e di recupero per i bambini e ragazzi, essere un punto di riferimento per professionisti, operatori, studenti che vogliono ricevere informazioni e contribuire alla divulgazione delle conoscenze sulla Sindrome di Down.

All’AGBD si rivolgono attualmente circa settanta famiglie residenti nella provincia di Novara e alcune provenienti da altre province. Le attività presso il Centro, coordinate in collaborazione con gli educatori professionisti, la psicopedagogista e i volontari, sono molteplici e orientate al raggiungimento del maggior grado di autonomia possibile per ciascun ragazzo.

L’associazione ha aderito con grande partecipazione al progetto IODIVERSITA’. La realizzazione di interviste ha suscitato nei ragazzi coinvolti emozione e voglia di raccontare e raccontarsi. La sfida che l’AGBD condivide e coglie con i realizzatori del progetto consiste nel pensare alle persone con disabilità non come “persone diverse”, ma semplicemente come “diverse persone”, ciascuna con caratteristiche e peculiarità da valorizzare, indipendentemente dal tipo di difficoltà individuale.

Il concetto di diversità mantiene ancora un aspetto positivo e negativo, a seconda del valore che ognuno di noi dà al termine; è necessario però riflettere sul fatto che l’unica possibilità per crescere è confrontarsi con ciò che è altro da noi. L’altro, diverso da noi, non perché di altro colore o razza, semplicemente perché “altro” mette in gioco il nostro modo di vedere, mette in discussione la nostra vita perché crea il confronto, ci mette in discussione. Per ciò la diversità non dovrebbe più essere un elemento da tollerare ma un bene da valorizzare.

Ringraziamo “Quelli del Sabato”, perché nel tentativo di abbattere le barriere sulla diversità si è anche lavorato verso una consapevolezza individuale sulle proprie capacità e peculiarità; rispondere alla domanda “cosa ti rende speciale?” non ha solo lo scopo di spiegare agli altri la bellezza delle diverse persone, ma dà la possibilità di riflettere su se stessi, sulle proprie capacità, aumentando in questo modo l’autostima e la conoscenza di sé.

la presidente
Tineke Everaats
www.agbdarona.it


ANOLF

L’ANOLF – Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere – è un’associazione di immigrati di varie etnie a carattere volontario e democratico, che ha come scopo la crescita dell’amicizia e della fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana. Promossa dalla CISL, non ha scopi di lucro e non è collaterale ad alcuna formazione o movimento politico. Essa è stata costituita nel dicembre del 1989. L’Associazione si fonda sul protagonismo degli immigrati per la tutela delle loro esigenze e la crescita della nostra società. E’ presente capillarmente su tutto il territorio nazionale con le ANOLF Regionali (20),le Sezioni Provinciali (101) e Territoriali (10).

Ovviamente l’Anolf tra la sua attività ha anche quella di partecipare o promuovere, anche insieme ad altre Associazioni, iniziative che hanno l’obiettivo di favorire l’integrazione nel tessuto sociale del nostro Territorio di persone, definite deboli a livello sociale. Per queste ragioni, l’associazione, non manca di partecipare a tali iniziative, proprio perché le persone che provengono da Paesi diversi devono essere considerati una risorsa per il nostro Paese e devono sentirsi partecipi alla vita sociale del territorio novarese.

Il progetto IODIVESITA’ rientra in una di queste positive esperienze, che devono sensibilizzare la popolazione del nostro territorio che provenire da un paese diverso, deve essere visto come un arricchimento culturale da condividere in un’ottica di comune integrazione.

L’aspetto ancor più positivo di questo progetto è il coinvolgimento delle scuole, il segnale che viene trasmesso ai giovani e senza ombra di dubbio molto importante, in quanto proprio loro vedono i migranti come persone “normali”, che vogliono vivere una vita migliore e più giusta rispetto al vissuto del loro paese che li ha fatti allontanare.

Solo con iniziative di questo genere si crea “vera integrazione” e l’Anolf sarà sempre partecipe a tali progetti che vanno nella giusta direzione di quello che sono gli obiettivi che si pone l’associazione.

www.anolf.it


CENTRO D’INCONTRO “ETERNA GIOVINEZZA”

Siamo il centro d’incontro “Eterna Giovinezza” di Bellinzago Novarese che ha avuto il piacere di partecipare al progetto IODIVERSITA’, promosso dal gruppo “Quelli del Sabato” .

Il nostro lavoro tende a fornire agli ultracinquantacinquenni residenti nel comune, la possibilità di ritrovarsi in allegria, per svolgere insieme attività ludiche (tombolate, serate danzanti, cene, partecipazioni ai raduni annuali dei centri di incontro del Piemonte, soggiorni marini). L’obiettivo è far riscoprire a chi si sente solo il piacere di stare in compagnia, allontanando da sé la solitudine.


NOVARARCOBALENO

NovarArcobaleno è un’associazione LGBT operante sulla provincia di Novara.
Ci siamo costituiti come associazione il 15 maggio 2013, nonostante fossimo in parte già operativi. I principali compiti sono quelli di accogliere le persone che ci chiedono aiuto, combattere ogni forma di discriminazione (sia essa omofobia, bifobia, trans fobia) e portare avanti le battaglie per i diritti civili delle persone omosessuali e trans. Inoltre offriamo informazioni su orientamento sessuale, identità di genere e sessualità, in particolare per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili (MTS).

IODIVERSITA’ è stata la nostra prima esperienza di collaborazione con un’altra associazione operante sul nostro stesso territorio. Abbiamo deciso di sostenere questo progetto in quanto segue i nostri valori e i nostri obiettivi. Inoltre, essendo promosso da un’associazione composta da molti giovani, abbiamo pensato che, vedendo i volti di altri “come loro”, il messaggio avrebbe avuto più effetto. È un progetto semplice ma efficace, che non ha richiesto grandi sforzi da parte nostra, ma che farà molto, dal momento che è solo lavorando sulla scuola, palestra di vita, che si possono ottenere importanti risultati nel campo sociale.


RAINBOW BICOCCA

Poter collaborare con il progetto IODIVERSITÀ è stato un onore, per il gruppo studentesco Rainbow Bicocca. Anche all’interno dell’ambiente universitario milanese, nel quale operiamo, sono ancora evidenti le difficoltà al guardare oltre la diversità e vedere la persona. E questo è maggiormente evidente in realtà più piccole rispetto a quella cittadina. Siamo fermamente convinti che questa rivoluzione di pensiero possa e debba partire proprio dall’ambiente scolastico e dalle giovani menti degli studenti, territori da esplorare e libri da scrivere.

Per questo sono sempre più necessarie azioni simili al progetto a cui abbiamo avuto la splendida opportunità di partecipare. Azioni, e non solo parole, che permettono di dare un volto alla vera diversità: quella che contraddistingue ognuno di noi, indipendentemente dalle caratteristiche fisiche e dagli orientamenti culturali.

Una diversità umana. Una diversità che rende tutti gli individui magicamente speciali.
Sono necessarie azioni come quella di metterci la faccia e di smettere di nascondersi per ciò che si è. È necessario anche tanto coraggio: non è facile mostrarsi al mondo e dedicarsi ad un progetto così ambizioso.

Noi, come gruppo studentesco Rainbow Bicocca, siamo felici di aver partecipato e di aver fatto quel passo in più verso la possibilità di non subire più le etichette ma di manifestarle con sempre più orgoglio.

La diversità arricchisce.

L’ESPERIENZA CON GLI STUDENTI

I ragazzi di “Quelli del Sabato” amano fare nuove conoscenze, lo sappiamo da sempre. Abbiamo scoperto nel tempo che non è un problema per loro affrontare un palco per uno spettacolo, un set cinematografico o un banchetto con decine di commensali. Raccontarsi davanti ad una platea di studenti è stata, ancora una volta, un’esperienza unica, vissuta grazie al progetto IODIVERSITA’.

Dopo aver affrontato il tema della diversità all’interno del gruppo abbiamo voluto coinvolgere gli studenti delle scuole superiori (EnAIP, Pascal e Fermi) per riflettere a tutto tondo sull’idea di diversità, sulla paura della diversità, sulla ricchezza della diversità, sulla normalità della diversità.

Questa volta, a scuola, l’obiettivo specifico di apprendimento non è stato il sapere o il saper fare, come classicamente recitano le lezioni ma, finalmente e magari un po’ a sorpresa, il saper essere. Sapere essere una ragazza o un ragazzo che vede oltre l’aspetto fisico o le capacità motorie di una persona che si trova di fronte. Saper distinguere, giudicare, criticare, pensare senza preconcetti o pregiudizi. Saper essere partecipe di un cambiamento della società che non abbia timore del diverso.

Il messaggio che abbiamo voluto portare non è dei più semplici, ce ne siamo resi conto quando abbiamo progettato gli incontri con le scolaresche. Non avevamo i tempi per un vero e proprio percorso, quindi abbiamo scelto di coinvolgerli attraverso un gioco didattico, per dimostrare che una caratteristica che ci pare rara – contraddistinguendo come diverso l’individuo che la dichiara – può anche essere comune, anche molto comune, con nostra viva sorpresa.
Quindi un pre-concetto ci può condizionare. Ed allora, magari, ci accorgiamo che la nostra finta esperienza ci aveva suggestionato.

Prendendo ispirazione da un noto gioco da tavolo “Indovina Chi?”, abbiamo invitato gli studenti, divisi in due squadre, a scegliere tra un elenco di caratteristiche, quelle che ritenessero più comuni, al fine di “abbattere” la maggior parte degli “avversari”.

Infine, abbiamo chiesto loro di “metterci la faccia” e molti di loro hanno accettato, posando sul set fotografico che ha dato vita ai layout della campagna pubblicitaria che vedrete.
Tutti insieme per dire in cosa si sentono unici e per nulla preoccupati del farlo sapere alla gente.

Tutti insieme per veicolare il messaggio di IODIVERSITA’.


CENTRO SERVIZI FORMATIVI EnAIP | OLEGGIO

EnAIP Piemonte è un’agenzia formativa che ha come obiettivo la valorizzazione delle risorse umane e come aree prioritarie di intervento la formazione, l’orientamento, la consulenza, l’assistenza all’inserimento lavorativo ed alla creazione d’impresa. Il valore fondamentale su cui si basa la propria attività è la centralità della persona umana, intesa come soggetto che utilizza conoscenza, tecnologia e tecnica per operare nella società e nel lavoro con piena dignità.

La mission valoriale di EnAIP è la crescita professionale, morale, civile delle persone e, per loro tramite, delle imprese e del territorio in cui operano. In quest’ottica, nelle sue attività, in particolare quelle rivolte ai ragazzi in Obbligo Formativo, offre momenti e luoghi per approfondire tematiche legate al rispetto delle pari opportunità.

Il progetto IODIVESITA’ è stato un’occasione straordinaria per gli studenti dei corsi biennali di “Operatore del benessere- acconciatura” del CSF EnAIP di Oleggio, che hanno partecipato attivamente sia al role play proposto, sia al servizio fotografico che ha dato origine ai layout della campagna pubblicitaria.

Per i ragazzi le attività proposte hanno rappresentato una tappa di un cammino educativo sulla diversità iniziato lo scorso anno, durante il quale ciascuno di loro ha riflettuto sul concetto stesso di diversità a partire dalla propria storia personale e dalle proprie esperienze. Nelle loro riflessioni si trova talvolta amarezza per essere stati discriminati, ma soprattutto un sentimento positivo nei confronti della diversità, percepita come valore, come unicità.

Nel loro quotidiano questi studenti vivono in un contesto sociale, etnico e culturale poliedrico e sebbene in certi momenti il rispetto dell’altro richieda impegno e volontà per non cadere nella banalità di comportamenti inadeguati, il progetto IODIVERSITA’ ha dato loro modo di esprimersi e di esporsi, in prima persona, per sostenere il messaggio che la diversità non può che essere una ricchezza. Ricchezza da rispettare e preservare, che renderà migliore il mondo in cui vivranno da adulti.

Michele Dell’Era
Direttore CSF EnAIP Oleggio

www.enaip.piemonte.it


ISTITUTO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE “E. FERMI” | ARONA

La partecipazione della nostra scuola al progetto IODIVERSITÀ è stata un’avventura insieme faticosa ed entusiasmante. A studenti del secondo anno delle scuole superiori la proposta di riflessione sul tema della “diversità” sarebbe potuta apparire ripetitiva: la “solita” storia dell’uguaglianza, dell’accettazione di sé e degli altri, discorsi e argomenti, importanti, che gli studenti -in famiglia, a scuola, magari all’oratorio o con gli scout- sicuramente avevano già affrontato in precedenza.
Il progetto IODIVERSITÀ ha avuto però, da subito, un pregio: quello di partire non da concetti o idee, ma dalle persone. E così lo spot da cui ha avuto inizio la riflessione personale e di classe non ha presentato slogan o frasi, ma solo immagini, e immagini di persone reali. Dunque gli studenti sono stati immediatamente sollecitati a guardare con occhi diversi una realtà quotidiana, le decine di persone che ogni giorno incontriamo; ad andare oltre le semplici e usuali definizioni che diamo di ciascuna di esse; a capire che tali definizioni non riescono e non possono racchiudere la complessità, e quindi la bellezza e il valore, dei singoli.
Se originale è stato l’input, altrettanto originale è stato il seguito, in cui i ragazzi sono stati invitati a “mettersi in gioco”: così, l’incontro con i ragazzi del gruppo di volontariato “Quelli del Sabato” è stato strutturato non come una conferenza, una tavola rotonda o anche un incontro amichevole, ma come un vero e proprio gioco. E attraverso la gara, che prevedeva due squadre in cui, man mano, rimanevano in piedi, distinguendosi dagli altri, allievi con determinate caratteristiche, elencate anche un po’ casualmente da un animatore, i ragazzi hanno dovuto affrontare i loro timori: il timore di riconoscersi ed essere riconosciuti come diversi, il timore di non essere accettati, il timore di distinguersi dal resto del gruppo non per particolari doti -sportive, scolastiche, estetiche, ecc.- ma semplicemente per quello che ciascuno è. Lo stesso gioco ha però, d’altra parte, insegnato loro anche la necessità e, per usare le parole di un allievo, “l’orgoglio di non essere come tutti gli altri”.
Nell’ultima fase, il set fotografico, l’imbarazzo e la ritrosia, sentimenti comuni e comprensibili, non hanno però impedito agli studenti di “metterci la faccia”: sono così nate le foto, e le frasi di accompagnamento, che costituiscono il presente catalogo. Tra queste, mi piace ricordare la studentessa che ha chiesto di essere fotografata di spalle, consapevole di essere unica proprio per il sentimento di vergogna provato al pensiero di essere ripresa in una foto.
A conclusione dell’esperienza, vorrei ringraziare la Dirigente scolastica, professoressa Marina Verzoletto, e il Collegio docenti, che hanno approvato il progetto; i docenti delle classi 2B e 2D del liceo scientifico e 2C dell’indirizzo tecnico-economico del nostro Istituto, che ne hanno consentito la realizzazione; i colleghi che hanno riflettuto in classe con gli allievi –don Gianluca De Marco, Norma Manfredi, Eleonora Viale- e, soprattutto, tutti gli allievi partecipanti.
In qualunque modo possano essi apparire nelle fotografie e nei pensieri a loro commento -timidi, spavaldi, impegnati e seri o ironici e scanzonati- credo veramente che i nostri ragazzi abbiano imparato ad accogliere la diversità come arricchimento e risorsa della propria identità.

Katia Vandoni

www.iisenricofermiarona.it


ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “B. PASCAL” | ROMENTINO

L’esperienza iniziale in classe si è svolta con la proiezione del brevissimo filmato e la discussione relativa.
Si è conversato sulle varie forme di diversità, di discriminazione e di accoglienza. L’argomento ha suscitato interesse e partecipazione negli studenti.
In seguito, si è svolto l’incontro con i volontari dell’Associazione ed i ragazzi/e l’hanno apprezzato molto.
In particolare, è piaciuto l’accostamento dei temi di unicità e diversità, stimolante per il dibattito successivo in classe, con domande come “Perché è bello sentirsi unici?”, “Perché è meno bello sentirsi diversi?”
La discussione fra gli alunni/e, guidata dall’insegnante, ha consentito la manifestazione di varie forme di “diversità” presenti nella classe, non rivelatesi prima e quindi anche la creazione di un clima di maggiore confidenza.
Più difficile è invece stato il momento di decidere la partecipazione alle riprese fotografiche per la mostra, a cui solo alcuni alunni hanno aderito. La maggioranza degli allievi/e si sentiva forzata ad esporre un’immagine di sé non desiderata, né gradita. Probabilmente la proposta metteva in gioco ansie e disagio, legati al bisogno di riservatezza e di libertà nella scelta di auto- rappresentazione.
Questa conclusione del percorso non è stata dunque adeguata alle sensibilità ed esigenze della maggioranza degli studenti, ma non ha inficiato la riuscita delle altre fasi, che verranno comunque riprese con altre esperienze scolastiche.

Prof. Chiara Monfroglio

www.iisbiagiopascal.it