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IL PROGETTO

Geni.

Ci piace pensarci cosi’.

Raccontarci è l’obiettivo di questo progetto fotografico.

Abbiamo scelto di farlo con 2 espedienti paralleli.

Il titolo di questo progetto fotografico li riassume.

Scientificamente il gene, è l’unità ereditaria fondamentale degli organismi viventi, localizzata nei cromosomi, che attraverso l’interazione con ambiente interno ed esterno controlla lo sviluppo di un carattere. Il gene può autoreplicarsi ed essere trasmesso ai discendenti e controlla uno o più caratteri, come il colore degli occhi e dei capelli.

E’ insomma ciò che contiene le nostre informazioni, ciò che siamo.

Ma geni è anche il plurale di genio.

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Dal latino genius, sostantivo derivato dal verbo geno (“generare”, “creare”), quindi “forza naturale produttrice”, s’intende quella speciale attitudine atta a produrre opere di importante rilevanza artistica, scientifica, etica o sociale. Il termine genio può anche genericamente indicare la persona stessa in possesso di tale eccezionale capacità.

Genio è dunque un’intelligenza straordinaria o una spiccata attitudine in un’arte o in una professione.

Ecco, l’unione di questi concetti è quello che il titolo di questa mostra vuole rappresentare.

E’ un modo per raccontarvi chi siamo.

Cosa ci accomuna ai nostri genitori, fratelli, parenti.

Somiglianze fisiche: gli stessi occhi, gli stessi colori, le stesse espressioni.

Ma anche chi siamo con i nostri interessi.

Geni diventano quindi tutti quegli oggetti che parlano di noi.

I nostri vestiti, i nostri occhiali, il colore dello smalto. Questi geni sono contenuti nei nostri armadi, nelle borse, nelle scatole o sulle mensole, tenuti nascosti o mostrati perchè tutti li possano ammirare. Sono gli oggetti di casa, il colore delle pareti, lo stile dell’arredo, il caos, l’ordine, i mille quadri o le pareti vuote.

In questo progetto, abbiamo scelto di ritrarci col genitore che più ci somiglia, quello con cui condividiamo geneticamente più informazioni.

Ritrarci in casa è un ulteriore modo per completare il racconto.

Ogni stanza, ogni angolo scelto racconta un po’ di noi. Pareti ricoperte di perline, muri pieni di foto, muri bianchi e sgombri o pieni di colori, tutto ci descrive.

Nelle pagine che precedono i ritratti troverete gli oggetti senza riferimento ai proprietari, identificati con un numero. Questo per stimolarci a capire su chi possa essere il proprietario.

Ogni oggetto racconta qualcosa di noi.

Tre oggetti sono la base minima per inquadrare la persona di cui stiamo parlando. Tre: passioni, manie, accessori, abitudini, vizi, difetti.

Tre geni della nostra catena.

In mostra invece, tutti gli oggetti disposti in sequenza sui tavoli, vogliono rappresentare il genoma di Quelli del Sabato.

La catena delle informazioni di cui siamo composti.

Insomma, capelli biondi o mori, occhi azzurri o castani, alti o bassi.

Perfetti o imperfetti, con più o meno cromosomi, poco davvero importa.

A noi, piace pensarci così.

Geni.